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TRENTO – “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. Con queste semplici parole il grande Julio Velasco descrive lo stato d’animo che si vive nello spogliatoio al termine di una gara o di un torneo, e la stagione sportiva 2019/2020 del KS RENT BOLGHERA, chiusa anticipatamente per l’emergenza covid-19, può dirsi più che soddisfacente anche nella sua brevità ed unicità. A raccontarcela il mitico “capitano mio capitano” Mattia Consolini.
Stagione sportiva complicata fermata, a causa del coronavirus, quando stavano arrivando risultati importanti.

Puoi fare un resoconto del percorso di questo 2019/2020 anche alla luce dell’importante vittoria nella Coppa Trentino Alto Adige?

«Mi ricordo come se fosse ieri il primo incontro avuto in pizzeria con i miei compagni, ho avuto subito sensazioni positive, con un’occhiata ho capito che tutti avevamo lo stesso obiettivo ed ero sicuro che sarebbe stata una stagione esaltante. Stagione che si è conclusa precocemente, ma con una vittoria importante, la Coppa Trentino, una coppa blasonata per la pallavolo regionale, una conquista sudata sia in semifinale che in finale ma del tutto meritata. Ci siamo allenati sempre con intensità e concentrazione quest’anno e solo così si riesce a raggiungere traguardi importanti. Come detto la stagione purtroppo si è conclusa prima, ma sono sicuro che avremmo vinto tutto quest’anno, sono orgoglioso di questa squadra e del Bolghera e contento di aver vinto con questa maglia soprattutto perché è stata una delle mie prime società da ragazzino».

Come avete vissuto come singoli e come gruppo la situazione determinata dal coronavirus?

«La situazione “covid19” non abbiamo avuto la possibilità di viverla insieme, è stato un fulmine a ciel sereno, nonostante il virus si fosse presentato in Italia non credevamo che potesse allertare e far chiudere così velocemente tutto, quindi da un giorno all’altro non siamo andati più in palestra e non abbiamo avuto la possibilità di salutarci, anche se credo che sia stato così un po’ per tutte le società. Per fortuna tramite social, la tecnologia, messaggi, chat e videochiamate di gruppo ci teniamo in costante comunicazione e quindi sappiamo che stiamo tutti bene. So che qualche mio compagno di squadra è in prima linea e colgo l’occasione per ringraziarli pubblicamente in quanto la situazione è stata ed è tutt’ora critica e senza di loro sarebbe un delirio. Dal punto di vista sportivo la società ci ha dato la possibilità di seguire gli allenamenti di Crossmed Studio e quindi di mantenerci in forma anche a casa. Il Bolghera, c’è da dire, non ci ha mai fatto mancare niente quest’anno».

Quale messaggio lanciare ai giovani, cosa imparare da una situazione unica che si è creata in questi mesi?

«La prima cosa che mi viene in mente è che in questa difficile situazione abbiamo conosciuto dei nuovi eroi: medici, infermieri, protezione civile, forze dell’ordine e tutti i lavoratori che hanno affrontato il Covid in prima persona. Il messaggio a mio avviso che si può sottolineare è che gli idoli, star e Vip sono passati in secondo piano e forse finita questa pandemia c’è la possibilità che si ridimensioni e si diano i giusti valori ad una società un po’ troppo superficiale. Quello che posso dire personalmente è che chi fa sport è sottoposto a regole soprattutto nello sport di gruppo in cui, oltre al gioco, bisogna rispettare anche lo spogliatoio. Uno sportivo, sottoposto spesso a dei sacrifici per raggiungere l’obiettivo, forse può tollerare più facilmente le regole imposte dalla quarantena».

Archiviata, dunque, quello che tutti ci auspichiamo sia una parentesi, quali i propositi e le prospettive per il futuro?

«Quando tutto sarà finito spero che la pallavolo trentina che era già un po’ in difficoltà riesca a fare inversione di marcia e quindi si possa ritornare a lavorare seriamente con dei programmi precisi. Inizialmente si farà fatica perché certe società, mi auguro poche, faranno difficoltà.
Il Bolghera è ambizioso con dei dirigenti che amano molto il volley: ritorneremo più forti di prima, sono sicuro che stupiremo ancora come abbiamo fatto quest’anno se non di più. Il bello di questa società è che è in continua programmazione, non si ferma mai, anche solo sognando magari, ma è ambiziosa e con voglia di fare, un entusiasmo poche volte incontrato, forse mai. Personalmente non so che ruolo avrò, in questo momento ho ancora tanta voglia di giocare e se riesco a mantenermi fisicamente in questo periodo di inattività cercherò di spegnere le quaranta candeline giocando, magari ancora da capitano con questo fantastico gruppo…io ci provo!».

Articolo di Guglielmo Taliercio

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