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I mesi che ci troviamo a vivere non sono certo dei migliori, tutti insieme stiamo giocando una partita molto più importante, ma una delle lezioni che lo sport ci insegna è di non perdere mai l’ottimismo e di non arrendersi anche se per questo 2019-2020 il volley ha chiuso definitivamente tutti i tornei. Per comprendere come gli atleti stanno vivendo questo particolare momento abbiamo avuto modo di parlare con il capitano del T.F.A. TRADE FRUIT AGENCY che ha disputato il campionato di serie D, la brava e simpaticissima Monica Pedrotti.

Stagione sportiva complicata fermata, a causa del coronavirus, quando stavano arrivando risultati importanti. Puoi fare un resoconto del percorso di questo 2019/2020?

«L’anno è iniziato con una squadra nuova, composta da un sacco di giocatrici con grande voglia di fare e a mio avviso caratteristiche pallavolistiche di un buon livello. Dall’inizio siamo state una squadra che sulla carta poteva prendersi le sue soddisfazioni, ma in campo non sempre è stato facile. Quando non ci si conosce oltre ad essere brave individualmente, bisogna essere in grado di creare un legame vincente. E così, con del buon duro lavoro ad allenamento ce l’abbiamo fatta. Abbiamo iniziato a tirarci fuori alcuni sassolini dalle scarpe e a dimostrare a noi stesse e agli altri di che pasta siamo fatte. Come giustamente ha detto questa stagione si è interrotta proprio nel momento in cui iniziavano ad arrivare i risultati importanti, e per la squadra questo è stato un po’ un dispiacere, perché abbiamo visto ciò per cui abbiamo lavorato scivolare via senza poter far molto. Ma non è di certo questo ad abbatterci, abbiamo a mio parere raggiunto una consapevolezza delle nostre capacità come singole e come squadra per la quale possiamo essere fiere del lavoro svolto».

Come avete vissuto come singoli e come gruppo questa situazione?

«Come singoli mi sento di poter dire che la situazione ha chiuso uno spazio e una valvola di sfogo e divertimento. C’è chi all’interno della squadra lavora, chi studia e tutte troviamo un momento di distacco da tutto il resto, proprio in palestra. Non è facile secondo me trovarsi barrata questa opportunità, ma sappiamo benissimo che è per il bene di tutti e quindi ognuno a modo suo si reinventa a casa. Come gruppo credo che in parte ne risentiremo a livello di legame perché nonostante tutto il lavoro siamo ancora una squadra nuova e il non vedersi non aiuta, ma sono abbastanza sicura che dal momento in cui metteremo nuovamente piede in palestra potrà essere solo che un crescendo».

Quale messaggio lanciare ai giovani, cosa imparare da una situazione unica che si è creata in questi mesi?

«E’ un bella responsabilità questa risposta!
Il messaggio che da giovane mi sento di lanciare agli altrettanto giovani, ma perchè no anche a chi è un pò più adulto, è quello di imparare da questo periodo a concederci maggior tempo e ascoltare i bisogni che abbiamo senza accantonarli, per via della freneticità della vita. Impariamo ad apprezzare le piccole cose che in questi giorni non abbiamo potuto goderci, come un abbraccio, un’uscita al parco o una partita a pallavolo. A livello più sportivo mi sento di dire di non sedersi sugli allori, di reinventarsi e tenersi allenati per il proprio benessere e per essere fisicamente pronti nel momento in cui si potrà tornare in palestra».

Archiviata dunque quello che tutti ci auspichiamo sia una parentesi, quali i propositi e le prospettive per il futuro?

«I propositi o l’augurio che mi faccio per il futuro sono quelli di poter tornare in palestra ad allenarmi e a fare ciò che più mi piace, ossia giocare a pallavolo. Di poter tornare carica e pronta a sostenere la squadra e tutte le mie compagne, che so non vedono l’ora come me di riprendere. Auguro alla squadra la possibilità di dimostrare ciò che realmente vale e di poter raggiungere gli obiettivi comuni e individuali prefissati.
Un pensiero anche alla società Pallavolo Trento Bolghera che possa, dopo questo momento tornare sui campi e lasciare il segno con il punto o con il cuore».

Articolo di Guglielmo Taliercio

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